Il fumo e le malattie tromboemboliche

29 Giugno 2026 | Ambulatorio Fumo, Prevenzione

a cura del Dr. Incagliato Massimo, Ematologo

Il fumo è uno dei fattori di rischio più significativi e, allo stesso tempo, modificabili per le malattie tromboemboliche, sia venose che arteriose.

Il legame tra fumo e Trombosi è scientificamente provato e agisce attraverso diversi meccanismi, tra cui:

  • Danno endoteliale: il fumo danneggia il rivestimento interno dei vasi sanguigni (endotelio). Un endotelio danneggiato è meno efficiente nel prevenire la formazione di coaguli, in quanto espone le sostanze pro-coagulanti del tessuto sottostante.
  • Ipercoagulabilità del sangue: la nicotina e altre sostanze chimiche contenute nel fumo aumentano l’aggregazione delle piastrine, rendendole più “appiccicose” e pronte a formare un coagulo. Inoltre, il fumo influenza l’equilibrio tra fattori pro-coagulanti e anticoagulanti a favore della coagulazione.
  • Riduzione del flusso sanguigno: la nicotina provoca vasocostrizione (restringimento dei vasi sanguigni), il che rallenta il flusso di sangue e favorisce la stasi venosa, un fattore chiave per la formazione dei trombi, specialmente nelle gambe.

I rischi specifici per i fumatori

Quali sono quindi i rischi per i fumatori? Ne possiamo contare almeno tre principali:

  • Aumento del rischio di Trombosi Venosa Profonda ed Embolia Polmonare: I fumatori hanno un rischio significativamente più elevato di sviluppare trombosi venosa profonda e la sua complicanza più grave, l’embolia polmonare, rispetto ai non fumatori.
  • L’interazione con altri fattori di rischio: il fumo potenzia notevolmente l’effetto di altri fattori di rischio, come l’uso di contraccettivi orali. Le donne che fumano e usano la pillola anticoncezionale hanno un rischio di trombosi venosa profonda e ictus drammaticamente più alto rispetto a donne che non fumano o non usano la pillola.
  • Trombosi arteriosa: il fumo non è un fattore di rischio solo per la trombosi venosa, ma anche per quella arteriosa, che può portare a infarto miocardico e ictus cerebrale. La nicotina, il monossido di carbonio e altri agenti nocivi presenti nel fumo di sigaretta contribuiscono alla formazione di placche aterosclerotiche e alla loro successiva rottura, che è la causa principale di questi eventi.

Non è mai troppo tardi per smettere

È importante sottolineare che i danni del fumo sul sistema vascolare sono progressivi e dipendono dal numero di sigarette fumate. Tuttavia, smettere di fumare produce benefici significativi e rapidi.

Il rischio di malattie cardiovascolari si dimezza già dopo un anno dalla cessazione e continua a diminuire nel tempo, avvicinandosi, in alcuni casi, a quello di una persona che non ha mai fumato.

Contatta l’Ambulatorio Fumo, il nuovo servizio del Centro Medico Polispecialistico Varzi al numero 339 2084698 per maggiori informazioni.

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