a cura della Dr.ssa Grignaschi Silvia, Reumatologa
L’arrivo della menopausa rappresenta una fase fisiologica nella vita della donna, che comporta cambiamenti ormonali che hanno molteplici effetti su numerosi organi ed apparati, tra cui un impatto significativo sulla salute dello scheletro. La riduzione degli ormoni sessuali femminili (gli estrogeni) accelera infatti il riassorbimento osseo, aumentando il rischio di osteopenia, osteoporosi e fratture da fragilità.
Le principali società scientifiche internazionali, come la International Osteoporosis Foundation (IOF) e l’ESCEO, raccomandano la valutazione del rischio osteoporotico nelle donne in peri- e post-menopausa, soprattutto in presenza di fattori di rischio clinici.
Accanto alla densitometria tradizionale (DXA), negli ultimi anni si è sviluppata la tecnologia REMS (Radiofrequency Echographic Multi Spectrometry), che invece dei raggi X utilizza le onde sonore dell’ecografo per valutare la massa ossea.
Perché la menopausa è un momento cruciale per le ossa?
Durante i primi 5–10 anni dopo la menopausa, la perdita di massa ossea può essere particolarmente rapida. Molte donne non presentano sintomi evidenti fino alla comparsa di una frattura, motivo per cui l’osteoporosi viene spesso definita “malattia silenziosa”.
Individuare precocemente una riduzione della densità ossea permette di:
- Stimare il rischio di frattura
- Avviare strategie preventive (stile di vita, integrazione di calcio e vitamina D, terapie anti-fratturativa quando indicate)
- Monitorare nel tempo la salute dello scheletro
- Personalizzare il follow-up clinico
Cosa dicono le linee guida sulla valutazione della salute ossea in menopausa
Le linee guida internazionali sottolineano alcuni punti chiave:
- La menopausa è una fase ad alto rischio per perdita ossea accelerata.
- La valutazione densitometrica è indicata nelle donne con fattori di rischio o a partire da determinate fasce di età.
- La diagnosi di osteoporosi si basa sull’integrazione tra dati densitometrici e valutazione clinica complessiva.
Le raccomandazioni sottolineano inoltre l’importanza della diagnosi precoce per ridurre il rischio di fratture e i costi sanitari associati.
Che cos’è la densitometria REMS
La REMS è una tecnica ecografica avanzata che utilizza le onde sonore dell’ecografia per valutare la densità e la qualità dell’osso, a livello di colonna lombare e femore prossimale.
A differenza delle metodiche basate su radiazioni ionizzanti, la REMS utilizza ultrasuoni, rendendo l’esame:
- Non invasivo
- Privo di esposizione a radiazioni
- Ripetibile senza rischi (legati alle radiazioni)
- Ben tollerato dai pazienti
Diversi studi hanno valutato l’affidabilità della REMS rispetto alla DXA (il gold standard per la diagnosi di osteoporosi)…
* Studi multicentrici hanno mostrato una forte correlazione tra T-score REMS e DXA sia a livello lombare che femorale, con sensibilità e specificità intorno al 91–92%.
* In studi su popolazioni femminili adulte, la REMS ha dimostrato elevata accuratezza diagnostica (tutte le donne con REMS “normale” non presentavano osteoporosi alla DXA).
…suggerendone l’utilizzo come alternativo o complementare, soprattutto quando la DXA non è disponibile o presenta limitazioni:
* In presenza di scoliosi, osteoartrosi o aterosclerosi i valori DXA sul rachide lombare sono sovrastimati, cioè possono risultare normali quando invece è presente osteopenia o franca osteoporosi. La REMS invece ha dei software di calcolo che evitano questi “falsi” risultati e misurano con maggiore accuratezza la massa ossea alla colonna lombare.
* In Italia sono presenti delle linee guida per l’accesso alla DXA a carico del Servizio Sanitario Nazionale: nella maggior parte dei casi è eseguibile solo dopo i 65 anni oppure in presenza di una frattura clinica.
Chi dovrebbe considerare lo studio densitometrico con REMS
In particolare, la valutazione è utile per donne all’inizio della menopausa con:
- Familiarità per osteoporosi o fratture da fragilità prima dei 75 anni
- Basso peso corporeo
- Presenza di fattori di rischio (sedentarietà, fumo, consumo di alcolici, carenza di vitamina D)
- Terapie o condizioni che influenzano il metabolismo osseo (terapia con cortisone, diabete, ipertiroidismo, celiachia e malattie infiammatorie intestinali, artrite reumatoide e psoriasica, malattie renali croniche, utilizzo cronico di gastroprotettori, utilizzo di immunosoppressori)
In conclusione, lo studio densitometrico mediante REMS rappresenta una tecnologia innovativa e sicura per la valutazione della salute ossea all’arrivo della menopausa. La sua capacità di fornire informazioni utili senza esposizione a radiazioni la rende particolarmente adatta come strumento di screening e monitoraggio, tanto nel breve quanto nel lungo periodo.
Integrare la valutazione densitometrica nel percorso di cura della donna in menopausa significa adottare un approccio proattivo alla prevenzione, con l’obiettivo di preservare la salute dello scheletro e ridurre il rischio di fratture nel lungo termine.
La REMS si inserisce quindi come uno strumento utile in un approccio integrato che comprende:
- Alimentazione adeguata (calcio e vitamina D)
- Attività fisica regolare, soprattutto esercizi di carico
- Correzione dei fattori di rischio (fumo, abuso di alcolici, sedentarietà)
- Eventuale terapia farmacologica anti-fratturativa
Leggi l’articolo della Dr.ssa Grignaschi sulla Fibromialgia
Bibliografia
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2. European Society for Clinical and Economic Aspects of Osteoporosis, Osteoarthritis and Musculoskeletal Diseases. Kanis JA et al. European guidance for the diagnosis and management of osteoporosis in postmenopausal women.
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